E’ la Strada che Decide

Lunedì 25 luglio 2022 da Pamplona a Saint Jean pied de Port

Comincio, forse, ad avere qualche idea più chiara. Per spiegarmi meglio devo però appesantirvi un pochetto. Dovendo cominciare un po’ indietro. 4/5 mesi fa decisi di rifare il cammino. Già fatto 2 volte. L’anno scorso e nel 2014. Il primo una esaltazione da pupetto incensato. Il secondo bello e più reale e non più esaltante. Come ovvio che sia. Pensando di rifarlo ovviamente davo per scontato di partire da Saint Jean pied de Port. Ossia da dove parte lo storico cammino Francese. Dopo un po’ di tempo comincio a sentire una vocina che mi dice di non fare fesserie. E di ricordare quanto successe la prima volta. A me sta vocina dava un fastidio da morire. E facevo di tutto per metterla a tacere. Ma lei se ne fregava sghignazzando alla grande. Alla fine ho dovuto darle ascolto. Perché mi ricordava un ricordo del primo cammino drammatico quantunque alla fine risolto positivamente. La prima tappa del cammino di Santiago va da Saint Jean pied de Port a Roncisvalle. 28 km in buona parte in salita. Ebbene, inizio la tappa insieme a un pellegrino francese che la sera prima senza che io lo stuzzicassi sapendo che pure io facevo il cammino mi chiese di fare quella tappa insieme. Fu davvero la mano di Dio. Durante la tappa a un certo punto la carrozzina si blocca. Io costernato ed impotente sento una gran vergogna per il peso che scarico sulle spalle dell’amico francese ( Waudrille, il nome). Dopo alcuni secondi la carrozzina riprende ad andare. E io urlo di cuore. Ma mentre urlo la carrozzina si blocca dì nuovo. Mi sento impotente ed umiliato. Waudrille invece mi rincuora dicendo che comunque ce la faremo e che arriveremo a Roncisvalle. Mi dice queste cose spingendo 190 kg di carrozzina con seduti i miei 50kg. E in più con il peso del carrellino attaccato alla carrozzina con dentro il peso degli zaini,della carrozzina manuale e altre cose. Vorrei tanto non essere lì. E a sto punto mi salta fuori un pensiero che mi appare una gran trovata e che invece è solo una gran minchiata. Ossia, urlo a Waudrille che ho trovato il modo per alleggerire la sua spinta alla carrozzina. Basta togliere il fusibile e il motore si sfrena così la spinta è più leggera e si fa meno fatica. Così, mentre lui sta portando il carrellino verso l’altro lato della stradina io del tutto incosciente tolgo il fusibile dalla carrozzina. Siamo sulla carreggiata di sinistra e non c’è il guarda reil. Dal precipizio ci sarà più o meno un metro. E siamo in piena salita. A sto punto Waudrille è la mano di Dio in pieno per me. La carrozzina prende slancio all’indietro. E senza fusibile non è più governabile. È un istante, solo un istante. Waudrille s’accorge del pericolo incombente. Si tuffa da circa due metri sullo schienale della carrozzina e con quanta forza aveva la sterza dall’altro lato della strada. Dove la carrozzina sbatte e si ferma. Pericolo scampato. Precipizio evitato. Per questo son qui a raccontarlo. Ecco, questo è il ricordo che che pretendeva io ricordassi. Ed è stato un bene. Perché??? Oggi sono andato a Saint Jean pied de Port. Per due motivi. Il primo per accertarmi, appunto, che le condizioni di quella strada fossero rimaste le stesse o meno. Mi è stato confermato che sono le stesse. E io perciò mi sono sentito più leggero con me stesso. Ho avvertito ragionevole lasciare stare. Il destino quella volta mi ha dato una mano provocarlo di nuovo e senza nessuno potrebbe invogliarlo a voltarsi sta volta dall’altra parte. Meglio non esagerare. Il secondo motivo per cui sono andato a Saint Jean pied de Port è Don Carlo. E di questo ne godo un casino. Nel primo cammino portai una sua reliquia a Santiago. L’anno scorso ne portai una a Muxia così che Don Carlo potesse godersi l’eterna canzone dell’oceano che canta da sempre davanti alla chiesa di Muxia. Quando pensai al cammino di quest’anno decisi che avrei portato altre reliquie in tre posti diversi. Burgos, Leon e appunto Saint Jean pied de Port. In questo modo Don Carlo è presente dall’inizio alla fine del cammino. Ma ciò che oggi mi ha spiazzato è come e a chi sia riuscito a consegnare la reliquia. Arrivo davanti alla cattedrale dell’Assunzione di Saint Jean pied de Port e cerco il parroco della chiesa. Mi dicono che di solito lui è presente dal tardo pomeriggio in poi. Mi sento perso perché l’autista del taxi che mi ha portato alle 12.30 deve essere di nuovo a Pamplona. Sono già le 10,45. Non posso aspettare. Cosa faccio cosa non faccio di fronte mi trovo uno sbancato cantante di strada. Il quale mi sorprende chiedendomi se avessi bisogno di qualcosa. Non ci penso neppure un istante. Le dico la faccenda e li do la reliquia di Don Carlo e un biglietto di accompagnamento della Fondazione. Li do poi il mio numero di cellulare. Mi volto sto per andarmene ma lui mi chiama e dice: la tua idea d’inizio e di fine per il tuo prete e il sospiro della sua anima. Si vede che ti vuole bene… buen Camino pellegrino. La strada sa sempre dove è meglio andare. 10 minuti fa mentre scrivevo è arrivato un messaggio su WhatsApp: il prete è arrivato. Ho consegnato la reliquia e il biglietto insieme al tuo cellulare. Ti auguro buona vita, Oliver…. c’è forse altro da dire? Domani prima tappa del cammino, Pamplona Puente de la Reina 25 km. Speriamo

Pubblicato da Vincenzo Russo

Educatore, scrittore, insegnante e amante del Cammino

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